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30.9.09

LA VOCE DELLE DONNE

COSA C’E’ DI NUOVO
“Ci dava ai nervi. Giurammo che noi no, noi non ci saremmo sacrificate. Giurammo che avremmo imposto nuove regole, saremmo state parte attiva, a letto, al lavoro, in casa, in piazza. Lì per lì ci illudemmo di aver vinto. Non era così. La rivoluzione delle donne non è stata né vinta né persa. È stata interrotta – scrive Lidia Rivera sull’'unità –(13 agosto 2009). - Interrompere una rivoluzione è pericoloso: non riesci a imporre nuove valori, a radicarli, a estenderli a tutti, come quando vinci. Non vieni travolto dalla restaurazione del vecchio, come quando perdi…” segue...

“Secondo noi invece è lì da vedere il fatto, tutto politico, che negli ultimi quarant'anni le donne sono state in movimento, vale a dire hanno preso coscienza che l’essere donna non è uno svantaggio ma apre potenzialità al proprio essere. A questo movimento la sinistra ha risposto
enfatizzando la condizione svantaggiata delle donne e fissando l’obbiettivo della parità con gli uomini. Non ha offerto un’interlucuzione all’altezza delle nuove proposte e per questo la sinistra (e Lidia Ravera con lei) ha una visione impoverita delle donne – scrivono in risposta Sara Gandini e Laura Colombo in “La rivoluzione siamo noi”. segue...

“Non cercavo, e non troverete, rivelazioni ulteriori sui noti fatti di Palazzo Grazioli, né particolari "piccanti", per usare un aggettivo caro al premier. Quello che viene fuori è il ritratto di una donna alquanto diverso da quelli fin qui pervenutici con l'immancabile didascalia "escort di alto bordo". Credevo di trovarmi di fronte a una professionista che rivendica il suo mestiere, invece Patrizia ne parla al passato e senza alcuna fierezza, arriva all'appuntamento in lacrime perché non riesce a iscrivere sua figlia nella scuola che vorrebbe e racconta a mezza bocca una storia violenta di iniziazione alla prostituzione – scrive Ida Dominjianni nell’introduzione dell’intervista a Patrizia D’Addario (Una pura funzione - Manifesto 15 settembre) - Mi aspettavo una ragazza-immagine in grado di calcolare e contrattare le sue mosse, invece scopro una donna impigliata nel risarcimento del suicidio di suo padre, e inciampata nella classica illusione femminile di un incontro con una sensibilità maschile rivelatasi invece un bluff, "una finzione reale pura". In presa diretta, altre cose trovano invece conferma. Un sistema di scambio corpo-danaro-potere che a suo dire è più esteso e radicato di quanto si pensi, incardinato su una colonizzazione dell'immaginario femminile che sogna solo comparsate in tv. Un sistema di mercificazione non solo del sesso ma delle relazioni”. segue...

Le donne e gli uomini della rete delle Città Vicine esprimono la loro sofferenza dinnanzi alla morte dei sei militari italiani avvenuta a Kabul, ennesimo scempio di giovani vite di uomini, prevalentemente del Sud, che spesso scelgono la carriera militare per sfuggire alla disoccupazione e all'insignificanza del senso del maschile in questo preciso momento storico – scrive La rete delle Città Vicine in ‘Per i morti a Kabul le bandiere della pace - Rifiutiamo in quanto donne e uomini che da decenni elaborano e praticano pensieri e pratiche di pace, le logiche che impongono linguaggi, commerci, azioni virili e guerrafondai con la scusa di voler esportare democrazia e civiltà che, sappiamo bene, si costruiscono con le mediazioni e le relazioni umane laddove esiste una volontà sincera di collaborazione e comunicazione con l'altro. segue...

CONTRIBUTI
“Tornai di corsa sui miei passi, rinunciando all'inseguimento. Corsi nello studiolo e aprii il cassetto dove da sempre tenevamo i soldi. Era in ordine, ma quando aprii la busta contente i soldi, vidi che erano spariti. Ebbi un tuffo al cuore! Andai al telefono e chiamai il numero dei vigili urbani denunciando il fatto e descrivendo loro l'aspetto delle due donne che mi avevano appena derubata – scrive Lucia Muraro in “La rabbia si trasformò in pena”. segue...

Il capo del governo in Italia, inutile dire il suo nome, è un uomo che ha un grande potere, grandissimo anzi perché è la somma di poteri che normalmente non si sommano fra loro – scrive Luisa Muraro per Entredós, Madrid, 24 settembre 2009 (Cosa capita all’Italia) –
Per di più, la sinistra ha mancato l'appuntamento con il femminismo: la sua cultura è rimasta maschilista e da qui un altro fattore che ha favorito B., ossia una certa complicità maschile.
La complicità viene messa in luce e in crisi (spero) dall'intervento di Veronica Lario.
La prima reazione degli oppositori è stata impressionante: gli uomini si sono tirati indietro, le donne hanno taciuto. Noi, femministe autonome, abbiamo ripreso subito l'intervento di Veronica Lario mostrandone il valore politico. segue ...
 

LA COSTOLA DI EVA E IL POMO D’ADAMO
“La richiesta delle donne di ripensare i ruoli è vista come unilaterale, senza coglierne l'aspetto di reciproca opportunità. Neghiamo così a noi stessi la possibilità di riconoscerci come oppressi, esiti di una pedagogia del maschile che ci costruisce con violenza morale e fisica – scrive Massimo M. Greco in Ripensare l'identità maschile: Fragilità e debolezza degli uomini - Abbiamo infatti imparato perfino a incorporare i presupposti del maschile tradizionale, cioè a costruire il nostro corpo e le sue relazioni con il mondo in maniera tale che non fossero espressione di esperienze ed emozioni, ma solo strumenti.
Ci appelliamo alla Natura, ma forse difendiamo solo la nostra sicurezza psicologica e l'omertà delle emozioni, quando pensiamo che l'uomo vero non piange, non sente la stanchezza, controlla il suo eros ed è impenetrabile alle emozioni come una macchina da guerra…” segue...

MAPPAMONDA
Mi chiamo Tatjana Isaeva. Attualmente dirigo il centro risorse regionali, sono direttora della rivista "JA (IO)", del centro femminile di Charkov "Krona" e ideatrice del Museo dell'uguaglianza di genere e di storia del movimento femminile.
Charkov è la seconda città dell'Ucraina. Questo centro è sorto un anno fa e adesso stiamo lavorando per costituire una biblioteca e una filmografia femminili – scrive Tatjana Isaeva a Laura Minguzzi - La rivista "IO" è l'unica rivista a scopo non commerciale che tratti di problematiche femminili e di ampia divulgazione. Ci proponiamo di diffondere i formazioni che riguardano le donne, il femminismo e spiegare perché è necessario fare questo lavoro. Diamo informazioni sulle donne degli altri paesi, sulle leggi che le riguardano, sui cambiamenti che avvengono, sulle novità.  segue...




a cura di Serena Fuart
 
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